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Si è conclusa, a Tunisi, in avenue Bourghiba, la manifestazione indetta da Ennahda. Gli ultimi atti di una maratona oratoria, durata tre ore, sono stati il canto dell'inno nazionale e la recita di alcuni versetti del Corano.

L'imponente dispositivo di sicurezza, garantito dalle forze dell'ordine, è rimasto praticamente inattivo. Nessun incidente è stato per il momento segnalato.

Più volte, nel corso dell'intervento dell'oratore ufficiale, Abdelkarim Harouni, vicinissimo al presidente Gannouchi, dalla folla s'è levato forte il grido "morte agli altri partiti". Haoruni ha detto che Ennahda è conseguenza della "volontà di Dio" e che il movimento è destinato a conquistare tutti i Paesi arabi. Frase questa anch'essa accolta da applausi frenetici.

Gli oratori, anche non menzionandolo espressamente, hanno spesso preso a bersaglio Jamadi Jebali, il primo ministro che in aperta rottura con il suo partito sta cercando di varare un governo tecnico: "Ennahda in questo momento è pugnalata dai suoi figli"; "Chi sta tradendo il movimento ne pagherà il prezzo".

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SDA-ATS