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Il premier tunisino Habib Essid ha annunciato una serie di misure che il suo governo intende prendere dopo l'attacco terroristico di ieri a Susa (Sousse), costato la vita, secondo gli ultimi aggiornamenti, a 39 persone, di cui 34 turisti stranieri e 5 tunisini.

Oltre alla conferma della chiusura, entro una settimana, di 80 moschee non controllate dallo stato e considerate fonti di propaganda eversiva e di incitamento alla violenza, viene annunciata l'apertura di un'inchiesta per "determinare le responsabilità" dell'attacco di Susa.

Saranno poi prese "le misure necessarie" contro "tutti i partiti e le associazioni che violano la costituzione". Verranno inoltre riviste le leggi sui finanziamenti alle associazioni con controllo statale.

Sul piano militare, si farà ricorso ai riservisti per rafforzare le forze di sicurezza, e le zone montuose che possono servire come rifugio ai terroristi verranno dichiarate "zone militari chiuse".

È stato poi annunciato un aumento delle operazioni di polizia, con irruzioni e perquisizioni volte a smantellare le cellule terroristiche in tutto il territorio. La sicurezza delle zone turistiche verrà ulteriormente elevata con l'istituzione di pattuglie armate all'esterno e all'interno dei resort.

In settembre sarà organizzato un convegno nazionale sul terrorismo, e verrà istituito un sistema di incentivi finanziari per aiutare le forze dell'ordine a raccogliere informazioni contro le cellule terroristiche.

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SDA-ATS