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Tunisia: protesta scaccia Ben Ali, caos e stato emergenza

TUNISI - Leader incontrastato dela Tunisia da oltre vent'anni, il presidente Zine Al-Abidine Ben Ali ha lasciato il Paese in una giornata drammatica. Dopo gli scontri tra polizia e manifestanti davanti al ministero dell'Interno, pacificamente "assediato" per ore dalla gente che chiedeva al presidente di andarsene, nell'intero Paese è stato decretato lo stato d'emergenza.
Il potere, come annunciato in un breve comunicato alla tv, è stato assunto da un direttorio di sei persone, con la carica di presidente ad interim affidata al primo ministro, Mohammed Ghannouchi: una decisione, ha detto lo stesso Ghannouchi, dettata dalla Costituzione, vista la "temporanea impossibilità" del presidente di svolgere il proprio mandato. Resterà in carica fino alle elezioni anticipate, che dovrebbero tenersi tra sei mesi, e si è impegnato al rispetto della Costituzione nello svolgere le funzioni presidenziali. Ben Ali, poco prima di fuggire, aveva destituito il governo e promesso le elezioni.
Nel frattempo, la Tunisia è sotto coprifuoco e stato d'emergenza: il divieto ad uscire è scattato dalle 17 di oggi fino alle 7 del mattino di domani, vietati gli assembramenti di più di tre persone e licenza per l'esercito e la polizia di sparare su tutti "i sospetti" che si rifiutano di rispettare gli ordini intimati. La sera, in pieno coprifuoco, si continuavano a sentire spari e gente in movimento anche in pieno centro.
La giornata è stata scandita da notizie allarmanti di scontri e di morti, nella notte nelle periferie e anche in pieno giorno nel centro di Tunisi: 13 le vittime che contavano fonti ospedaliere nella notte solo a Tunisi, 2 a Kairouan. Non è chiaro se oggi ci siano state vittime.
In giornata era giunta l'apertura a un governo di unità nazionale da parte delle opposizioni. "C'è bisogno di un governo di unità nazionale contro i rischi di un bagno di sangue": aveva detto il capo del Partito Democratico Progressista (PDP) Mohammed Nejib Chebbi, offrendo al regime anche una soluzione di compromesso con la collaborazione di alcuni esponenti del governo in carica.
Secondo la tv panaraba al Jazira Il presidente tunisino Ben Ali è volato verso un Paese del Golfo. Fonti dell'emittente basata in Qatar precisano che Ben Ali ha lasciato Tunisi in direzione di Malta a bordo di un elicottero militare scortato da altri tre velivoli. Sempre secondo le stesse fonti, da un non meglio precisato aeroporto dell'isola del Mediterraneo il presidente tunisino si è poi imbarcato su un aereo privato verso un Paese del Golfo. La tv panaraba al Arabiya afferma dal canto suo che "molto probabilmente" Ben Ali è diretto in Qatar.
Secondo il sito di Le Monde, un aereo proveniente dalla Tunisia è atterrato in serata all'aeroporto di Le Bourget, alle porte di Parigi, con a bordo una figlia e una nipote di Ben Ali. Fonti vicine al governo di Parigi hanno detto all'AFP che la Francia "non auspica" l'arrivo di Ben Ali, spiegando che l'Eliseo ha assunto questa posizione anche per scongiurare la collera della folta comunità tunisina in Francia.

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