Navigation

Tunisia, sfida tra il giurista e il magnate in cella

Non è mancato chi ha festeggiato la vittoria. KEYSTONE/EPA/STR sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 16 settembre 2019 - 07:25
(Keystone-ATS)

Crolla l'affluenza e si affermano i candidati indipendenti. Questo l'esito del primo turno delle elezioni presidenziali tunisine.

In attesa dei risultati ufficiali, i primi exit poll registrano l'affermazione al 19,5% del giurista indipendente Kais Said, seguito al 15,5% dal magnate Nabil Karoui, in carcere con le accuse di riciclaggio e evasione fiscale. Al terzo posto il candidato del partito islamico Ennhadha, Abdelfattah Mourou con l'11,0%, seguito dal ministro della Difesa dimissionario, Abdelkarim Zbidi con il 9,4%, il premier uscente Youssef Chahed con il 7,5%.

È la sconfitta dei partiti tradizionali e la vittoria degli indipendenti, del populismo, di coloro che sono riusciti ad intercettare il malcontento e a riempire il vuoto lasciato dalla famiglia centrista, dalla sinistra e anche dai partiti islamici, tutti incapaci di dare risposte dirette ai bisogni dei cittadini in un periodo di grave crisi economica.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.