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Il fratello della donna svizzero-tunisina uccisa il 12 gennaio a Dar Chaabane, nel nord della Tunisia, ha sporto denuncia contro le autorità del paese nordafricano. Secondo l'uomo un'inchiesta "sull'assassinio della sorella" dovrebbe essere aperta la prossima settimana.

La denuncia è stata depositata presso il Tribunale di prima istanza di Grombalia a nome del fratello della 67enne, Raouf Jerbi, e del marito, domiciliato assieme alla donna nel canton Vaud. La famiglia chiede risarcimenti ed interessi nonché l'apertura di un'inchiesta. La causa non è indirizzata direttamente contro i servizi di sicurezza poiché "in Tunisia è lo Stato a dirigere la polizia", ha affermato Jerbi parlando al telefono con l'ATS. Per questo "abbiamo sporto denuncia contro lo Stato".

"I poliziotti hanno ucciso mia sorella", ha ribadito. All'indomani della morte della donna egli aveva già accusato "la polizia di aver volontariamente preso di mira" sua sorella, che si trovava sulla terrazza di casa, davanti alla quale si stava svolgendo una manifestazione. La donna si era recata in Tunisia per fare visita alla famiglia.

Jerbi ha indicato oggi che il Tribunale di Grombalia gli ha promesso l'apertura di un'inchiesta "la prossima settimana". "Se non otteniamo soddisfazione siamo pronti ad andare oltre", ha sostenuto.

L'autopsia effettuata sul corpo della donna ha concluso che la 67enne "è deceduta in seguito ad una pallottola penetrata nel cranio", aveva dichiarato il fratello dopo la morte.

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SDA-ATS