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ANKARA - Sono in tutto 43 le donne morte di morte violenta (17 assassinate e 26 suicide) nei primi due mesi di quest'anno soltanto nell'Anatolia orientale e sud-orientale. Lo scrive oggi il quotidiano filogovernativo "Sabah", che riferisce i preoccupanti dati forniti da Birgul Kitay, la responsabile dell'ufficio dell'Associazione femminile Ka-Mer (Centro Donna) di Bingol, nella parte orientale della Turchia, a maggioranza curda.
Questa località è salita alla ribalta delle cronache pochi giorni fa, quando un uomo, condannato a tre mesi di prigione per aver malmenato la moglie incinta di sei mesi perché aspettava una quinta figlia, è uscito di galera e le ha tagliato naso ed orecchi, per punirla di averlo denunciato.
Stando ai dati di Ka-Mer, nei primi 59 giorni di quest'anno, solo nel Sud-Est del Paese nove donne sono morte a causa di violenze domestiche; cinque sono state uccise per motivi sconosciuti, mentre altre tre sono state vittime di "delitti d'onore", perché accusate o solo sospettate di aver macchiato il buon nome della famiglia.
Nella stessa regione, altre 26 donne - 10 delle quali minorenni - si sono tolte la vita, quasi tutte sotto la pressione dei familiari e quasi sempre per "questioni d'onore".
I "delitti d'onore" sono ancora una piaga che affligge la Turchia, nonostante il governo di Ankara negli ultimi tempi abbia inasprito le pene per i responsabili di questo reato. Stando a un rapporto presentato l'anno scorso ad Istanbul da John Austin, membro britannico dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, in Turchia almeno una persona a settimana è vittima di un delitto d'onore. E in tutto il Paese, solo nel quinquennio 2003-2007, le donne vittime di questo crimine sono state più di 1.100.

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SDA-ATS