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ISTANBUL - Ottantasei persone, per lo più militari in attività, sono state arrestate oggi in Turchia nell'ambito dell'inchiesta sul presunto complotto per un golpe che fra il 2002 e il 2003 avrebbe dovuto rovesciare il governo del partito di radici islamiche Akp, ancora oggi al potere, del premier Reçep Tayyip Erdogan.
Secondo l'emittente Ntv, gli arresti sono stati eseguiti in 14 province del Paese, comprese Istanbul e Ankara. Degli 86, 70 sono attualmente in servizio nei ranghi delle forze armate e fra essi vi sono diversi generali. In Turchia la costituzione assegna alle forze armate il ruolo di guardiano della laicità dello stato. Sugli altri arrestati Ntv non ha fornito ulteriori dettagli.
Ieri un tribunale di Istanbul ha deciso di riportare in carcere il presunto capo del complotto, il generale dell'esercito Cetin Dogan, che era stato scarcerato la settimana scorsa insieme ad altre decine delle 50 persone arrestate il 22 febbraio, sempre per il presunto complotto golpista.
Scopo del piano, dal nome in codice "Balyoz" (martello), secondo i giornali turchi, era gettare la Turchia nel caos con atti di violenza e terrorismo. Scopo finale del piano, sempre secondo Taraf, era quello di fare pressione sull'esecutivo, che nel 2002 era da pochi mesi al potere, screditarlo dimostrando che non era in grado di garantire la sicurezza pubblica e quindi costringerlo a dimettersi lasciando il posto ai militari.

SDA-ATS