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Scandali e accuse di corruzione non hanno avuto praticamente alcun effetto sull'elettorato del premier turco alle amministrative di domenica, secondo uno studio pubblicato oggi dalla stampa di Ankara.

Per il 75% degli elettori del partito islamico Akp di Erdogan, secondo una inchiesta all'uscita dai seggi dell'istituto Ipsos di cui riferisce Hurriyet online, la tangentopoli turca esplosa il 17 dicembre e le altre accuse di corruzione mosse al premier non hanno avuto "alcun effetto" sul loro voto. Il 20% ha anzi affermato che rivelazioni e scandali che hanno colpito il premier "hanno rafforzato la loro solidarietà" con il partito islamico. Stando ai risultati ancora non ufficiali - ma ci sono numerose denunce di brogli e irregolarità - l'Akp ha ottenuto il 45% dei voti domenica, contro il 28% al principale partito di opposizione il Chp.

Anche il blocco di Twitter e YouTube, che ha provocato una pioggia di condanne all'estero, ha avuto un impatto solo sul 3,6% dell'elettorato tradizionale del partito islamico. Il 14% degli elettori di Erdogan ha detto anche di avere votato per il premier, convinti dalle sue denunce di 'complotti' stranieri contro la Turchia. Secondo diversi analisti a compattare l'elettorato islamico ad ogni costo dietro al premier contribuisce anche il timore di un ritorno dei partiti laici al potere, e di un rimessa in discussione dei provvedimenti 'islamici' decisi dal governo Erdogan, come l'abrogazione del divieto del velo nelle istituzioni dello stato.

SDA-ATS