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È al via a Istanbul oggi il processo a 44 giornalisti turchi, per lo più di origine curda - 35 dei quali sono in carcere da dicembre - accusati di "terrorismo" per presunti contatti con l'Unione delle Comunità del Kurdistan (Kck), ritenuta dal governo di Ankara il braccio politico del gruppo armato separatista Pkk.

Il processo è seguito da vicino dalla Federazione Europea dei Giornalisti (Efj), il cui presidente Arne Koenig ha denunciato "un vergognoso tentativo di ridurre al silenzio la stampa in Turchia approfittando della cosiddetta guerra al terrore".

I 44 giornalisti turchi processati rischiano da 7,5 a 22,5 anni di carcere per presunta appartenenza ad una "organizzazione terroristica". Secondo i loro difensori le 'prove' dell'accusa sono essenzialmente legate alla loro attività giornalistica di copertura in particolare della crisi curda.

Sulla situazione della libertà della stampa in Turchia, dove circa 100 giornalisti sono tuttora in carcere, il presidente della Federazione della Stampa Italiana, Roberto Natale, ha chiesto di recente l'intervento del premier Mario Monti, che ha sollecitato a sottoporre la questione ai leader Ue durante un vertice comunitario. Diversi giornalisti turchi in carcere sono stati 'adottati' dalle federazioni nazionali della stampa europee.

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SDA-ATS