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Turchia: comandante Marina si dimette, "complotto gulenista"

Il comandante della Marina militare di Ankara, contrammiraglio Nihat Yayci, ha annunciato le sue dimissioni KEYSTONE/AP/Burhan Ozbilici sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 19 maggio 2020 - 15:58
(Keystone-ATS)

Nuove tensioni nelle forze armate turche.

Dopo le massicce purghe degli anni scorsi contro sospetti affiliati alla presunta rete golpista di Fethullah Gulen, che avevano riguardato anche molti generali e alti ufficiali, il comandante della Marina militare di Ankara, contrammiraglio Nihat Yayci, ha annunciato le sue dimissioni dopo essere stato rimosso della sua posizione e trasferito allo stato maggiore dal presidente Recep Tayyip Erdogan.

L'alto ufficiale, considerato un fiero avversario dei seguaci di Gulen, ha denunciato nei propri confronti una cospirazione simile a quelle operate in passato proprio dai gulenisti per allontanare i vertici militari nemici. "È chiaro che non posso continuare a svolgere i miei compiti come contrammiraglio che è stato rimosso a seguito di menzogne e calunnie attraverso un complotto", ha scritto Yayci nella sua lettera di dimissioni, dicendo di essere stato "colpito nell'onore".

Il suo addio risulta ancor più significativo perché era accreditato di essere lo stratega della cosiddetta 'Teoria della patria blu', che sarebbe all'origine delle controverse e spregiudicate iniziative di Ankara nel Mediterraneo orientale, comprese le nuove trivellazioni al largo di Cipro e il memorandum d'intesa siglato lo scorso 27 novembre con il governo di accordo nazionale libico di Fayez al-Sarraj sulla demarcazione dei confini marittimi.

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