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Il comitato organizzatore del gay pride di domenica scorsa a Istanbul ha presentato una denuncia collettiva contro il ministero dell'Interno, il governatore e il capo della polizia locale per l'uso eccessivo della forza nei confronti dei manifestanti.

Lo riferiscono media turchi.

Il corteo era stato disperso dalla polizia con il ricorso a proiettili di gomma, lacrimogeni e cannoni ad acqua. Oggi gli attivisti si sono anche riuniti per manifestare davanti al palazzo di giustizia di Caglayan, a Istanbul.

Una denuncia analoga verrà presentata dal giornalista italiano Alberto Tetta, che seguiva il corteo vicino ad alcuni deputati dei partiti di opposizione Chp e Hdp. "La polizia turca mi ha aggredito, spintonandomi e poi buttandomi a terra, nonostante abbia mostrato più volte la mia press card rilasciata dal governo turco", spiega Tetta, che tramite il legale dell'associazione Kaos Gl presenterà come prova un video in cui viene più volte spinto a terra dagli agenti.

L'intervento della polizia contro la 13esima manifestazione dell'orgoglio omosessuale di Istanbul è stato duramente criticato, tra gli altri, dal Commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, Nils Muiznieks.

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SDA-ATS