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Turchia: figlio Erdogan critica la Convenzione di Istanbul

Recep Tayyip Erdogan KEYSTONE/AP sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 04 agosto 2020 - 16:05
(Keystone-ATS)

Rischia di trasformarsi in una guerra interna alla famiglia Erdogan la decisione della Turchia su un possibile ritiro dalla Convenzione di Istanbul. Mentre la figlia del presidente,

Sumeyye, si è schierata a sostegno del protocollo attraverso l'associazione delle donne islamiche Kadem, di cui è vicepresidente, a esprimere una posizione critica è stato invece Bilal, un altro dei quattro figli del capo dello stato, tramite la fondazione giovanile Tugva, cui è legato. Pur sottolineando l'impegno contro la violenza di genere, il gruppo ha espresso la sua opposizione contro diversi articoli del documento, accusato di diffondere valori contrari alla famiglia tradizionale e fare propaganda per la comunità lgbt. Nelle ultime ore, rilevano i media locali, si sarebbe così acceso un dibattito interno alla famiglia Erdogan, su cui il padre-presidente sarà chiamato a mettere la parola fine.

Il comitato esecutivo del suo Akp dovrebbe esprimersi nei prossimi giorni sul futuro della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica, che fu aperta alla firma a Istanbul nel 2011 e che la Turchia fu il primo Paese a ratificare l'anno successivo. Il mese scorso, il suo vice-leader Numan Kurtulmus ha suggerito un possibile ritiro di Ankara.

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