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Dall'inizio di quest'anno le autorità turche hanno "evitato 18 incidenti simili" a quello del 17 febbraio scorso, quando un'autobomba esplose nel centro della capitale Ankara uccidendo 29 persone.

Lo ha detto in un'intervista tv il ministro dell'Interno turco, Efkan Ala, spiegando che sono state rintracciate anche tre auto cariche di esplosivo, tra cui una la scorsa settimana nel parcheggio dell'Università del Bosforo di Istanbul.

Il ministro turco è poi tornato a parlare delle indagini relative all'attacco di Ankara, sostenendo che la rete terroristica che lo ha organizzato è stata individuata e 15 arresti sono stati convalidati, mentre altre 10 persone inizialmente fermate sono state rilasciate.

Ala ha anche reso noto che è stata avviata un'indagine interna per chiarire se ci siano state "negligenze anche solo all'1%" nella sicurezza. Ankara ha attribuito la responsabilità dell'attentato al Pkk in collaborazione con i curdi siriani del Pyd, ma a rivendicarlo è stato il gruppo estremista curdo indipendente Tak, attivo in Turchia.

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SDA-ATS