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È stata una nuova notte di scontri fra polizia e migliaia di giovani dimostranti a Istanbul, Ankara e Antiochia, dove lunedì sera è morto un manifestante di 22 anni.

Per la terza notte consecutiva i manifestanti sono scesi in piazza per denunciare la morte del giovane Ahmed Atakan, ucciso secondo numerosi testimoni da un candelotto lacrimogeno che lo ha colpito alla testa. La polizia afferma invece che è caduto da un tetto durante una manifestazione.

A Istanbul gli agenti antisommossa sono intervenuti con lacrimogeni e cannoni ad acqua per disperdere i manifestanti sulla sponda asiatica del Bosforo a Kadiköy e Sarigazi, e nel quartiere alawita di Gazi su quella europea.

Ci sono stati incidenti anche nel centro di Ankara, a Tuzlucayir e ad Antiochia, vicino al confine siriano, una delle città al centro della protesta già durante le grandi manifestazioni di giugno, dove lunedì notte e morto il giovane Atakan.

Il ragazzo è il sesto manifestante ucciso dall'inizio del movimento di contestazione anti-governativo a fine maggio. La dura repressione delle proteste ha fatto in giugno e luglio 8mila feriti. Il premier Reçep Tayyip Erdogan ha accusato il principale partito dell'opposizione, il Chp di Kemal Kilicdaroglu, di incoraggiare le nuove proteste in vista delle elezioni amministrative della primavera prossima.

Reporter senza frontiere ha accusato la polizia di violenze contro i giornalisti, affermando che da martedì 12 operatori dell'informazione sono stati attaccati o feriti dalle forze antisommossa turche.

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SDA-ATS