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Un tribunale di Erzurum, nella Turchia orientale, ha emesso un nuovo mandato d'arresto nei confronti dell'imam e magnate Fethullah Gulen, ex alleato diventato nemico giurato del presidente Recep Tayyip Erdogan, e del fratello Salih.

Gulen e il fratello sono accusati di "far parte di un'organizzazione terroristica", ma anche di "violazione della Costituzione" e "truffa aggravata". Erdogan rimprovera all'imam, che dal 1999 vive in auto-esilio in Pennsylvania, negli Stati Uniti, di aver creato uno "stato parallelo" con l'obiettivo di rovesciarlo, orchestrando tra l'altro la Tangentopoli turca del dicembre 2013.

Secondo quanto riferiscono i media turchi, la scorsa notte la polizia ha compiuto un blitz in una tipografia di proprietà del fratello di Gulen a Erzurum in cerca di documenti sospetti. Nei mesi scorsi contro l'imam, che è a capo della potente confraternita Hizmet, erano già stati spiccati almeno 3 mandati di arresto. Gulen figura inoltre nella lista dei "terroristi" più ricercati di Turchia, insieme ai capi del Pkk curdo e di gruppi jihadisti.

Venerdì scorso, sempre per legami con Gulen, era stato commissariato il gruppo editoriale Feza che controlla il quotidiano di opposizione Zaman, mentre ieri sera un provvedimento analogo ha colpito l'agenzia di stampa Cihan, unica a monitorare le elezioni a livello nazionale oltre a quella statale Anadolu.

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SDA-ATS