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Il presidente del parlamento turco Cemil Cicek ha dichiarato fallito il tentativo di riforma della costituzione messo in cantiere nel 2012, per le profonde divergenze fra i quattro partiti rappresentati nella Grande Assemblea di Ankara. Lo riferisce la stampa turca.

Cicek ha scritto ai dirigenti dei partiti di ritenere definitivamente sfumate le speranze di scrivere una nuova costituzione dopo che nei giorni scorsi la commissione costituzionale ha constatato le insanabili differenze fra le varie formazioni politiche. "Nonostante alcuni progressi, è ovvio che un accordo non può essere raggiunto", ha scritto Cicek, secondo quanto riferisce Hurriyet online.

Il partito islamico Akp del premier Recep Tayyip Erdogan, il socialdemocratico Chp di Kemal Kilicdaroglu, leader dell'opposizione, il nazionalista Mhp e i curdi del Bdp non sono riusciti a trovare punti di compromesso sulle questioni più sensibili, dalla definizione della laicità dello Stato alla struttura istituzionale.

Erdogan, che sarà candidato alle presidenziali l'estate prossima, propone che il paese passi dall'attuale regime parlamentare a un sistema presidenziale all'americana. La nuova costituzione avrebbe dovuto sostituire quella adottata nel 1990 dopo un colpo di Stato militare, e da allora più volte emendata. Cicek ha constatato che "purtroppo non c'è speranza che una bozza possa essere adottata".

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SDA-ATS