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Il politico curdo Selahattin Demirtas.

KEYSTONE/LUKAS LEHMANN

(sda-ats)

Si apre oggi nel tribunale della prigione di Sincan ad Ankara il processo con accuse di "terrorismo" per cui oltre un anno fa venne arrestato il leader e deputato del partito filo-curdo Hdp in Turchia, Selahattin Demirtas.

Dopo 399 giorni di carcerazione preventiva nella prigione di massima sicurezza di Edirne, l'ex candidato alla presidenza della Repubblica ha chiesto di non essere portato in aula in manette, una condizione che altri giudici hanno respinto in passato.

Per rappresentare l''Obama curdo', che rischia 142 anni di carcere, 1.250 avvocati si sono dichiarati volontari, ma le autorità - denuncia l'Hdp - hanno scelto un'aula con appena una ventina di posti, limitando il diritto di difesa nel processo, a cui sono attesi osservatori internazionali da una decina di Paesi.

Un appello per chiedere "l'immediata scarcerazione" di Demirtas insieme agli altri 8 deputati dell'Hdp detenuti è stato siglato da diversi intellettuali, da Noam Chomsky a Slavoj Zizek.

Il leader curdo è imputato anche in altri processi. Per lui, vari procuratori hanno chiesto centinaia di anni di carcere.

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SDA-ATS