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ANKARA - Ancora una fatale aggressione ad un religioso cristiano in Turchia. Il vescovo Luigi Padovese, 63 anni, cappuccino milanese dal 2004 vicario apostolico dell'Anatolia e dal 2007 presidente della Conferenza episcopale turca, è stato ucciso oggi a coltellate nel giardino della sua casa di Iskenderun, città portuale sulla costa meridionale del paese. Da domani mons. Padovese avrebbe dovuto partecipare alla visita del Papa a Cipro e ricevere insieme ad altri responsabili cattolici della regione il documento preparatorio del prossimo Sinodo sul Medio Oriente.
A colpirlo a morte, secondo i primi accertamenti, è stato Murat Altun, un turco che da oltre quattro anni era al servizio dell'alto prelato come autista ma che, come ha dichiarato in serata il governatore della provincia di Hatay, Mehmet Celalettin Lekesiz, "era da tempo in cura per disturbi mentali". Ed ha escluso che l'omicidio abbia motivazioni politiche o religiose.
Cordoglio e costernazione sono stati espressi da più parti alla notizia dell'uccisione di mons. Padovese. Un "fatto orribile", "incredibile", "siamo costernati": è stata questa la prima reazione di padre Federico Lombardi, portavoce del Vaticano. "Preghiamo - ha aggiunto - perché il Signore lo ricompensi del suo grande servizio per la Chiesa e perché i cristiani non si scoraggino e, seguendo la sua testimonianza così forte, continuino a professare la loro fede nella regione".

SDA-ATS