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Alta tensione nei cieli turchi al confine con la Siria. Dopo diversi incidenti sfiorati dall'inizio dell'intervento militare russo il 30 settembre scorso, oggi poco dopo mezzogiorno l'esercito di Ankara ha abbattuto un drone di provenienza ancora incerta.

Il velivolo era entrato per 3 chilometri nel suo spazio aereo nella provincia sudorientale di Kilis. Secondo le Forze armate turche, il drone è stato abbattuto "secondo le regole d'ingaggio" dopo essere stato avvertito invano per tre volte di invertire la sua traiettoria. Una dinamica confermata anche dal governo, che spiega di avere avviato le indagini per cercare di capire a chi appartenesse: "Possiamo lavorarci perché è caduto in territorio turco", ha spiegato il ministro degli esteri, Feridun Sinirlioglu.

Tutti i jet russi operanti in Siria sono tornati alla base vicino a Latakia dopo le loro missioni, mentre i droni operano come previsto, si è affrettata a precisare il ministero della difesa di Mosca, sospettato numero uno dopo che nelle ultime due settimane i suoi caccia hanno violato in almeno due occasioni lo spazio aereo turco. Una dichiarazione che però non è bastata a fugare i dubbi di Washington.

Fonti americane citate dalla Cnn sostengono che il drone sarebbe russo. Proprio ieri una delegazione militare di alto livello era giunta da Mosca ad Ankara con l'obiettivo dichiarato di chiarire le violazioni dello spazio aereo turco e avviare una collaborazione per evitare altri episodi simili.

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SDA-ATS