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Turchia invia di nuovo nave Oruc Reis in acque contese

La Turchia ha inviato di nuovo la nave Oruc Oreis nelle acque contese del Mediterraneo KEYSTONE/AP/Burhan Ozbilici sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 12 ottobre 2020 - 06:57
(Keystone-ATS)

La Turchia ha annunciato che intende rimandare nel Mediterraneo orientale la nave da ricerca Oruc Reis, già al centro di una lite sui diritti energetici con la Grecia, una mossa che potrebbe riaccendere le tensioni con Atene.

La marina turca ha detto che la nave Oruc Reis svolgerà attività nell'area, spostandosi anche a sud dell'isola greca di Kastellorizo, da oggi fino al 22 ottobre. Lo si apprende da un messaggio inviato al sistema di allerta marittima Navtex.

Turchia e Grecia si stanno contendendo i diritti per la ricerca del gas naturale nel Mediterraneo orientale fin dal mese di agosto, quando i due Paesi vicini ed entrambi membri della NATO hanno organizzato esercitazioni aeree e navali rivali in acque strategiche tra Cipro e l'isola greca di Creta.

La Grecia rivendica i diritti sulle acque intorno a Kastellorizo, ma la Turchia li nega sostenendo di avere più diritto a svolgere ricerche in quella zona avendo una costa più lunga.

Ankara ha dispiegato per la prima volta la nave da ricerca sismica Oruc Reis e navi da guerra di scorta nelle acque contese il 10 agosto ed ha poi esteso la missione, ignorando i ripetuti inviti a ritirarsi giunti da Atene e dall'Unione Europea.

La nave sarà ora affiancata nella nuova missione di "rilevamento sismico" da altre due navi chiamate Ataman e Cengiz Han, secondo il messaggio Navtex.

L'Oruc Reis era stato richiamato in patria il mese scorso in quello che molti speravano fosse un segno di volontà di dialogo tra Ankara e Atene e lo stesso presidente turco Recep Tayyip Erdogan aveva affermato che il ritiro della nave era finalizzato a dare spazio alla diplomazia. Ma i funzionari turchi hanno anche insistito sul fatto che la nave fosse solo in manutenzione preannunciando che sarebbe tornata nel Mediterraneo orientale per continuare il suo lavoro.

L'UE, in un vertice all'inizio di questo mese, ha minacciato di imporre sanzioni alla Turchia se Ankara non fosse riuscita a fermare quelle che ritiene essere "attività illegali di perforazione ed esplorazione energetica" nelle acque rivendicate da Cipro e Grecia. La Turchia aveva definito la minaccia "poco costruttiva" ma ora la sua ultima mossa causerà ulteriori tensioni nei rapporti di Ankara con Bruxelles.

Il ministro degli Esteri tedesco è atteso ad Ankara mercoledì, secondo l'emittente di Stato turca TRT, ed è probabile che il Mediterraneo orientale sarà in cima all'agenda.

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