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Turchia sospende accordi con Israele ed espelle ambasciatore

Questo contenuto è stato pubblicato il 02 settembre 2011 - 12:45
(Keystone-ATS)

La Turchia ha deciso di espellere l'ambasciatore d'Israele ad Ankara e sospendere tutti gli accordi militari con lo stato ebraico perché quest'ultimo non si è scusato per il raid dell'anno scorso contro il traghetto turco Mavi Marmara, carico di attivisti filo-palestinesi che cercavano il forzare il blocco di Gaza, raid finito con l'uccisione di 9 cittadini turchi.

"In questa fase - ha detto il ministro degli esteri turco Ahmet Davutoglu - prendiamo le seguenti misure: le relazioni fra la Turchia e Israele sono ridotte al livello di secondo segretario d'ambasciata; tutti i responsabili di rango superiore a quello di secondo segretario, come l'ambasciatore, rientrano nei loro paesi prima di mercoledì".

Ankara ha anche sospeso l'insieme dei suoi accordi militari con Israele.

Un rapporto dell'Onu sulla vicenda della Mavi Marmara aveva affermato che l'operazione dei commando israeliani era stata "eccessiva", ma aveva riconosciuto la legalità del blocco navale a Gaza, legalità negata invece da Ankara. Israele ha dichiarato che accetterà il rapporto con delle "riserve puntuali".

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