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Nel 2011, il Pil elvetico dovrebbe crescere del 2,3%. È quanto prevedono gli economisti di UBS, secondo i quali l'espansione economica globale dovrebbe mitigare gli effetti negativi legati al rafforzamento del franco svizzero.

La crescita non verrà più sostenuta dal commercio con l'estero, bensì principalmente dal mercato interno, indica una nota odierna della grande banca, che ieri ha presentato un utile miliardario dopo tre anni di perdite.

Qualora il franco dovesse indebolirsi, l'economia d'esportazione potrebbe ricominciare a dare un forte impulso all'espansione, ma ciò solo con sei mesi di ritardo.

Gli specialisti di UBS non si attendono in ogni caso un ulteriore rafforzamento del franco, fenomeno che ha permesso finora di contenere l'inflazione. Quest'anno è quindi probabile un incremento dei prezzi (fino al 2% per fine anno), sulla scia dell'aumento del costo delle materie prime e dell'accresciuta domanda interna. A causa del pericolo di surriscaldamento - in particolare nel settore immobiliare - la Banca nazionale potrebbe decidere in giugno di innalzare i propri tassi di riferimento.

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SDA-ATS