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UBS: resta in carcere trader londinese all'origine perdita 2,3 mld

Questo contenuto è stato pubblicato il 22 settembre 2011 - 16:35
(Keystone-ATS)

Rimane in carcere il trader della sede londinese di UBS sospettato di aver causato una perdita di 2,3 miliardi di dollari alla banca in seguito ad operazioni non autorizzate. Il 31enne resterà in detenzione preventiva almeno fino alla prossima udienza, in programma il 20 ottobre. Lo ha annunciato la giudice incaricata del caso al termine del dibattimento odierno nella capitale britannica.

Ai capi d'accusa ne è stato aggiunto un altro: frode tra ottobre 2008 e dicembre 2010. L'uomo originario del Ghana era stato arrestato il 15 settembre; gli vengono rimproverati "frode per abuso di posizione". Egli lavorava con prodotti finanziari complessi legati all'evoluzione di indici borsistici al dipartimento Exchange Traded Funds (ETF).

L'avvocato difensore Patrick Gibbs ha dichiarato oggi che il suo mandante "deplora indicibilmente" quanto avvenuto. Lo stesso trader ha segnalato al suo datore di lavoro la perdita miliardaria. Il 31enne è "costernato" per l'ampiezza del suo "catastrofale errore di valutazione". Il legale non ha indicato se il suo cliente avesse intenzione di dichiararsi colpevole a questo stadio.

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