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La forte ripresa dei mercati finanziari ha permesso a UBS di realizzare nei primi tre mesi del 2015 il suo miglior risultato trimestrale da cinque anni a questa parte.

La performance del maggiore gruppo bancario elvetico si è rivelata nettamente superiore alle attese e in borsa il titolo è volato ai massimi dal 2008.

L'utile netto si è attestato a 1,98 miliardi, contro le stime degli analisti che puntavano su 1,12 miliardi. L'istituto non guadagnava così tanto dal secondo trimestre del 2010. La progressione rispetto agli ultimi tre mesi del 2014 è stata del 130%, mentre su base annua l'incremento si è rivelato dell'88%.

"Sono soddisfatto dei solidi risultati raggiunti", afferma il presidente della direzione Sergio Ermotti, citato in un comunicato. "Abbiamo continuato a concentrarci sui bisogni dei nostri clienti, abbiamo mantenuto la disciplina in merito alla gestione del rischio e tutte le nostre divisioni e regioni hanno raccolto i frutti di questi sforzi".

Nella gestione patrimoniale - segmento principale di attività - è stato realizzato un utile prima delle imposte di 1,1 miliardi, il più elevato dal 2008. La raccolta netta di denaro è stata pari a 19 miliardi.

Nel comparto investment banking - che come noto è stato ridimensionato rispetto al passato - il risultato positivo è stato di 884 milioni. La divisione ha tratto vantaggio da un aumento della volatilità dei mercati e dall'intensa attività della clientela, dovuta alle mosse delle banche centrali: il massiccio programma di acquisto di titoli praticato dalla Banca centrale europea e l'abbandono del cambio minimo euro/franco da parte della Banca nazionale svizzera hanno spinto molti investitori a muoversi attivamente sul mercato. Un trend, questo, che era già emerso dai risultati di di Credit Suisse, Deutsche Bank e di numerosi altri concorrenti americani.

Dal canto suo Global Asset Management - gestione per clienti istituzionali - ha generato un utile di 186 milioni, miglior risultato dal 2009. La raccolta netta di fondi ha mostrato un andamento definito robusto, raggiungendo quota 7,5 miliardi.

Riguardo al futuro UBS rimane prudente. Persistono sfide macroeconomiche e questioni geopolitiche di fondo che difficilmente potranno essere risolte in tempi brevi. L'istituto sta mettendo in pratica una serie di misure per allineare i prezzi alla nuova realtà dei tassi d'interesse: escludendo alcuni potenziali deflussi associati a queste iniziative, si prevede che le divisioni di gestione patrimoniale continueranno a registrare una raccolta netta positiva anche nel secondo trimestre.

UBS afferma anche di essere in uno "stadio avanzato" nelle trattative con il Dipartimento di giustizia americano in vista di una soluzione della vertenza riguardante le presunti manipolazioni dei tassi di cambio, di cui UBS si sarebbe resa responsabile insieme ad altri istituti. Intanto la banca ha ridotto da 3,05 a 2,7 miliardi gli accantonamenti per contenziosi legali.

Nella conferenza telefonica Ermotti ha frenato riguardo a possibili acquisizioni di banche private. Non sarebbe corretto escludere completamente la possibilità di simili acquisizioni, "ma considero i prezzi scoraggianti", ha detto il CEO.

Tutt'altro che in frenata si è rivelata per contro l'azione in borsa. "Che inizio d'anno! UBS ha superato le aspettative in ogni comparto", ha commentato un operatore. Dello stesso avviso si sono mostrati gli investitori e sono così fioccati gli ordini di acquisto: a metà giornata il titolo UBS guadagnava circa il 6%, superando i 20 franchi per la prima volta dal 2008.

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SDA-ATS