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Malgrado la volatilità del contesto operativo UBS ha registrato nel primo trimestre dell'anno un utile netto in rialzo del 7% a 1,05 miliardi di franchi.

I ricavi operativi sono invece scesi del 7% a 7,26 miliardi di franchi, mentre l'utile operativo ante imposte è calato tra gennaio e marzo del 4% a 1,4 miliardi, indica la prima banca elvetica in un comunicato.

I dati annunciati oggi sono superiori alle attese degli analisti interrogati dall'agenzia economica AWP che mediamente avevano anticipato un utile netto di 855 milioni e un risultato ante imposte di 1,149 miliardi.

Nel periodo in rassegna UBS ha registrato afflussi netti verso le sue attività di gestione patrimoniale pari a 12,8 miliardi.

"Tutte le divisioni e le regioni di UBS si sono confermate in utile, il che rispecchia la validità della strategia adottata e il solido posizionamento conseguito sia nei settori che nelle località geografiche in cui UBS è presente", si legge nella nota.

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Suisse potrebbe versare a USA 1,4 miliardi franchi

Credit Suisse, accusata dagli Stati Uniti di aver aiutato clienti americani a frodare il fisco del loro paese, sta negoziando una soluzione con il dipartimento americano di giustizia e secondo alcuni fonti l'istituto potrebbe essere chiamato a versare una multa compresa tra 1 e 1,6 miliardi di dollari (0,9 e 1,4 miliardi di franchi).

Una fonte vicino al dossier ha detto ieri all'agenzia Reuters che Credit Suisse potrebbe versare agli americani 1,6 miliardi di dollari, mentre un'altra fonte, citata Wall Street Journal - secondo cui un accordo è imminente - ha parlato di una somma di un miliardo di dollari.

La multa potrebbe quindi essere ben superiore rispetto a quanto sborsato nel 2009 da UBS, che per regolare una vertenza analoga aveva pagato 780 milioni di dollari (685 milioni di franchi).

SDA-ATS