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UBS supera le attese degli analisti: nel secondo trimestre dell'anno la prima banca svizzera ha realizzato un utile netto di 1,2 miliardi di franchi, in progressione del 53% rispetto allo stesso periodo del 2014.

Gli esperti intervistati dall'agenzia Reuters avevano pronosticato profitti per 817 milioni di franchi. L'utile ante imposte è passato da un anno all'altro da 1,19 a 1,64 miliardi, ha indicato oggi l'istituto con un giorno d'anticipo rispetto al previsto. Alla buona performance hanno contribuito tutte le regioni e tutti i settori d'attività.

La profonda ristrutturazione avviata nell'ottobre 2012 sta dando i suoi frutti, come già si era notato dopo il primo trimestre, chiusosi con un utile netto di 1,98 miliardi. "Sono molto soddisfatto del risultato", ha affermato il presidente della direzione Sergio Ermotti, citato in un comunicato. "Continuiamo a puntare sull'ampliamento dei vantaggi che ci siamo conquistati attraverso una chiara strategia".

Come noto la banca ha ridotto le sue ambizioni nel rischioso settore dell'investment banking, concentrando gli sforzi sull'amministrazione patrimoniale, segmento nel quale l'istituto è leader mondiale. Questo tipo di approccio rende la società più resistente alla crisi: la quota del capitale proprio CET1 è migliorata ulteriormente, salendo al 14,4% (+0,7 punti), valore alto se confrontato con altre banche.

Il contributo più importante all'utile è stato fornito dall'amministrazione patrimoniale (wealth management), con un risultato prima delle imposte di 769 milioni di franchi, la migliore prestazione in un secondo trimestre dal 2009. L'afflusso di nuovi capitali è stato pari a 8,4 miliardi: hanno fatto la loro parte tutte le regioni e i segmenti, ma il dinamismo maggiore è stato mostrato dall'Asia e dal comparto della clientela super-ricca.

L'investment banking ha presentato un utile ante imposte di 617 milioni di franchi: l'attività con il commercio di azioni ha vissuto il secondo trimestre migliore dal 2012. Il rendimento del capitale si è attestato al 33,8%, senza aumentare il profilo di rischio.

Un risultato positivo di 231 milioni di dollari è stato generato da Wealth Management America. I ricavi hanno raggiunto valori record, ma l'utile è stato influenzato dagli accantonamenti per vertenze giuridiche e altri problemi di natura normativa.

Retail & Corporate ha visto l'utile raggiungere 414 milioni, miglior secondo trimestre dal 2010. Sono cresciuti gli afflussi di clienti privati mentre nel contempo sono diminuite le rettifiche di valore per rischi di credito.

Per quanto riguarda il futuro, la banca rimane come di consueto prudente. Il terzo trimestre sarà influenzato da fattori stagionali e a livello globale non mancano le sfide economiche, mentre i problemi geopolitici non saranno risolti presto. UBS intende comunque continuare ad applicare in modo disciplinato la sua strategia.

UBS ha anticipato di un giorno la pubblicazione dei risultati dopo che la "SonntagsZeitung" aveva parlato di un utile di 1,5 miliardi, basandosi su informazioni insider. Per evitare la diffusione di informazioni definite false e ingannevoli l'istituto ha quindi preferito puntare sull'immediata trasparenza.

I primi commenti degli analisti sono stati chiaramente positivi. La borsa ha invece reagito male alle comunicazioni odierne, con il titolo UBS che nella prima ora di contrattazioni perdeva circa il 2%, a fronte di un indice generale SMI in arretramento di un punto percentuale. Stando agli operatori questo si spiega con il fatto che dopo le indiscrezioni di stampa e gli ottimi dati pubblicati la settimana scorsa da Credit Suisse il mercato puntava su una grande sorpresa, che però non c'è stata.

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SDA-ATS