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UBS-Usa: scambio di vedute tra presidenti FINMA e TAF

Questo contenuto è stato pubblicato il 10 gennaio 2010 - 11:31
(Keystone-ATS)

BERNA - Il presidente del Tribunale amministrativo federale (TAF) ha fortemente criticato il presidente dell'Autorità federale di vigilanza dei mercati finanziaria (FINMA) che ieri aveva difeso la decisione di consegnare i dati di 300 clienti di UBS agli Usa. Il TAF aveva affermato venerdì che la trasmissione dei documenti agli Stati uniti era illegale.
"Questa decisione era necessaria" ha detto il presidente della FINMA in un'intervista pubblicata ieri dalla "Neue Zürcher Zeitung". Haltiner, contrariamente a quanto ha stabilito il TAF, ha affermato che la legge sulle banche offre una base legale sufficiente alla consegna dei dati agli Usa.
L'opinione del presidente della FINMA è perlomeno "particolare", ha replicato oggi dalle colonne del "Sonntag" il presidente del TAF Bandli. "Come tribunale non siamo abituati a simili dichiarazioni. La sentenza dice: questo non si più fare. E lui vorrebbe farlo di nuovo".
Secondo Bandli la trasmissione dei dati alle autorità fiscali americane senza possibilità di ricorso viola i principi dello stato di diritto. "Sarebbe stato più intelligente risolvere la questione ricorrendo all'assistenza giudiziaria", ha aggiunto.
Il 18 febbraio 2009 la FINMA aveva deciso la consegna al fisco americano (IRS) dei dati di circa 300 clienti americani accusati di frode fiscale nel loro Paese. Il provvedimento aveva suscitato un polverone per le sue conseguenze sul segreto bancario elvetico. Pesanti interrogativi erano stati espressi riguardo al ruolo del presidente Haltiner che, quale ex dipendente di UBS, non veniva visto da tutti al di sopra delle parti.

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