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Il suicidio dell'assassino di un insegnante sangallese continuerà ad occupare la giustizia. Il Tribunale federale (TF) ha deciso oggi di aprire un'inchiesta per determinare le eventuali responsabilità di alcuni impiegati del penitenziario.

Posto in detenzione preventiva in una prigione di San Gallo, il 52enne Ded Gecaj si era tolto la vita nel novembre del 2010. Qualche giorno prima si era provocato una grave ferita alla testa. Nonostante nella sua cella fosse stato trovato un cappio le autorità non si erano preoccupate di verificare se le ferite potevano essere determinate da un tentativo di suicidio.

Il TF ha ora accolto il ricorso di uno dei figli del kosovaro e ricorda che l'uomo era sottoposto ad un regime di detenzione estremamente rigido che "per esperienza può portare a sofferenza psichica".

Nel 1999 l'uomo aveva ucciso un insegnante di sua figlia, allora 14enne. L'adolescente aveva confidato al suo professore di esser stata abusata sessualmente da suo padre. Dopo l'uccisione Gecaj fuggì in Kosovo, dove venne arrestato e condannato a quattro anni di carcere per omicidio passionale. In seguito la giustizia sangallese, che reclamava una pena più severa, ottenne l'estradizione.

Il kosovaro si era tolto la vita qualche giorno prima di un confronto previsto con la figlia. Nel 2001 la giovane ha ottenuto la nazionalità svizzera e una nuova identità per il rischio di rappresaglie della famiglia di suo padre.

SDA-ATS