Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Dopo più di due mesi di sangue e violenze, nella tormentata Ucraina dell'est fucili e mortai taceranno per qualche giorno. Almeno fino alla mattina di venerdì. Lo ha promesso uno dei leader separatisti, il premier dell'autoproclamata repubblica di Donetsk, Aleksandr Borodai, annunciando una mini-tregua nei combattimenti in risposta a quella già adottata unilateralmente dalle truppe di Kiev dalla sera di venerdì scorso.

Il cessate il fuoco terminerà alle 10.00 del 27 giugno, ma la notizia di stasera riaccende le speranze che il piano di pace presentato la settimana scorsa dal presidente ucraino Petro Poroshenko possa avere successo e porti alla fine di un conflitto che da aprile ha fatto come minimo 375 vittime.

L'apertura dei separatisti - che fino a pochi giorni definivano "uno stratagemma" la tregua annunciata dal governo ucraino - arriva dopo un vertice per la pace a Donetsk a cui, a sorpresa, hanno partecipato anche alcuni leader separatisti e politici ucraini considerati vicini al Cremlino, oltre all'inviata dell'Osce, Heidi Tagliavini, e all'ambasciatore russo in Ucraina, Mikhail Zurabov. Non c'era invece nessun membro del governo ucraino, ma Poroshenko ha dato l'incarico di rappresentare gli interessi di Kiev a uno dei suoi predecessori: il controverso ex presidente Leonid Kuchma.

SDA-ATS