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Le autorità ucraine hanno annunciato l'arresto di un ufficiale russo nella regione di Donetsk, il terzo militare di Mosca a cadere nelle loro mani e a far vacillare la versione ufficiale del Cremlino, che nega qualsiasi coinvolgimento nel conflitto oltre frontiera.

L'uomo sarebbe stato bloccato nei giorni scorsi mentre si trovava alla guida di un camion carico di esplosivi, che avrebbe dovuto consegnare ai ribelli separatisti una volta raggiunta una delle loro postazioni: invece avrebbe smarrito la strada, finendo in una zona controllata dai governativi dove sarebbe stato catturato da agenti dell'Sbu, il principale servizio di controspionaggio e anti-terrorismo di Kiev.

Secondo il comandante di quest'ultimo, Vasyl Hrytsak, sarebbe stato identificato come Vladimir Starkov, e avrebbe confessato sia la propria nazionalità sia l'appartenenza all'Esercito di Mosca con il grado di maggiore.

Nel frattempo il settimanale ucraino 'Novoye Vremya' ha pubblicato sul proprio sito on-line la trascrizione di quella che sarebbe l'intercettazione di una conversazione via radio tra due secessionisti russofoni, con le loro reazioni nell'apprendere la notizia della cattura di Starkov. "Come ha potuto perdersi?", avrebbe commentato uno di loro, indicato soltanto con il nome di battaglia di 'Malysh' (Piccolo; ndr).

"Quel tragitto lo aveva già percorso almeno un centinaio di volte!". Lo scorso maggio erano stati mostrati in pubblico Kiev due presunti soldati russi, sorpresi in Ucraina orientale mentre erano in missione di ricognizione. Mosca però ha sempre sostenuto che, quando costoro si erano uniti agli insorti del Donbass, entrambi si erano ormai congedati e che quindi si trattava di meri volontari.

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SDA-ATS