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La bandiera nazionale ucraina è stata issata sul municipio di Slaviansk, la roccaforte dei separatisti filorussi nell'est dell'Ucraina. Lo hanno annunciato il neo ministro della difesa ucraino Valeri Gheleti e il capo di Stato maggiore Viktor Muienko, attuando un ordine del presidente Petro Poroshenko.

In precedenza si era appreso che il quartier generale dei miliziani filorussi ha comunicato di aver abbandonato la città. "Slaviansk è sotto il controllo delle forze di sicurezza ucraine. La milizia ha dovuto lasciare la città al mattino", ha riferito il primo canale televisivo russo, citando i ribelli.

"Dapprima c'è stato un fuoco concentrato, dopo di che tank e unità di fanteria sono entrate a Slaviansk, sono cominciati combattimenti nelle strade e la milizia ha deciso di ritirarsi", ha riferito la tv, citando il quartier generale dei ribelli. "Nonostante il fuoco intenso, il convoglio (dei miliziani, ndr) ha sfondato verso Kramatorsk, e alcuni veicoli sono stati distrutti lungo la strada", ha aggiunto l'emittente. Il primo canale riferisce inoltre che nella vicina regione di Lugansk "i miliziani per ora stanno tenendo le loro posizioni, contrastando gli attacchi delle forze armate".

La conquista di Slaviansk è il maggior successo militare conseguito da Kiev dalla ripresa, dopo la tregua interrotta lunedì scorso, della cosiddetta "operazione anti-terrorista" contro gli insorti filorussi. Un successo che arriva nel mezzo dei colloqui del gruppo di contatto sulla crisi ucraina (Kiev. Mosca, Osce e ribelli, ndr), che il presidente Poroshenko aveva proposto di riunire oggi, senza ricevere apparentemente alcuna risposta.

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SDA-ATS