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Il presidente di turno dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) Didier Burkhalter ha lanciato un appello alla Russia affinché compia passi concreti per una soluzione della crisi in Ucraina. "Affinché ci possa essere un autentico progresso, abbiamo bisogno di un sostegno pratico della Russia", ha detto oggi ai media il capo della diplomazia elvetica a Vienna, dove ha aperto la conferenza annuale dell'OSCE. Nel suo discorso ha insistito sull'inviolabilità delle frontiere criticando implicitamente la Russia per l'annessione della Crimea.

Il presidente russo Vladimir Putin con le parole sostiene il cessate il fuoco, a cui ieri hanno annunciato di aderire anche gli insorti prorussi dell'Ucraina orientale, ma ora si tratta di trovare una soluzione, ha detto in sintesi il presidente della Confederazione nella conferenza stampa.

Proprio oggi Putin, prima di partire per Vienna, ha fornito segnali di distensione proponendo al Consiglio della Federazione (la Camera alta del parlamento russo) di revocare la concessione per l'uso delle forze armate di Mosca in territorio ucraino.

In merito al piano di pace l'OSCE è aperta all'idea di partecipare, unitamente a rappresentanti russi, alla verifica della tenuta della tregua nell'Ucraina orientale, ha sottolineato oggi Burkhalter davanti ai giornalisti. Bisogna però chiarire le modalità dell'operazione. "Per poter iniziare un vero dialogo, abbiamo bisogno di una tregua che duri più di cinque giorni", ha affermato il capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE).

Nel discorso di apertura della conferenza dell'OSCE, Burkhalter si è rallegrato per la disponibilità dei separatisti dell'Ucraina orientale di rispettare un cessate il fuoco fino a venerdì. Dal canto suo il presidente ucraino Petro Poroshenko aveva annunciato la scorsa settimana una tregua unilaterale. Dopo l'annuncio dei separatisti di ieri, ci dovrebbero essere le condizioni di un dialogo tra Poroshenko e gli insorti. Oggi però sul terreno gli scontri sono proseguiti.

Davanti ai rappresentanti dei 57 Paesi dell'OSCE, Burkhalter ha anche esplicitamente condannato le modifiche unilaterali delle frontiere, che costituiscono una violazione del diritto internazionale. La critica era implicitamente rivolta alla Russia, in relazione all'annessione della Crimea.

Interrogato dai giornalisti, il capo del DFAE ha ricordato la "posizione molto chiara" dell'OSCE, che continua a considerare la Penisola come parte integrante dell'Ucraina. Burkhalter ha invece evitato di dire se nell'incontro con Putin in agenda questa sera alle 19.00 solleverà questo tema.

Il presidente dell'OSCE, in presenza del suo successore nel 2015, il ministro degli esteri serbo Ivica Dacic, ha pure fatto riferimento agli otto osservatori militari dell'Organizzazione sequestrati in Ucraina, tra cui anche un cittadino svizzero. Questi sono da circa un mese nelle mani di separatisti prorussi armati nell'Ucraina orientale. Di fronte ai media Burkhalter ha esplicitamente parlato di "ostaggi". "Il loro sequestro è illegale e inaccettabile".

Burkhalter ha poi sottolineato che, nell'incontro di questa sera, discuterà con Putin del modo in cui Mosca possa aiutare a far sì che gli otto vengano liberati. Un "intervento diretto" della Russia sarebbe estremamente utile, ha sottolineato il presidente della Confederazione.

SDA-ATS