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Ha suscitato sarcasmo, perplessità o sospetti in Russia, ma anche in alcune autorevoli testate occidentali, la nomina nel cda di Burisma, la più grande compagnia energetica privata ucraina, di Hunter Biden, il figlio più giovane del vicepresidente Joe Biden, che è stato recentemente a Kiev per sostenere il nuovo governo ucraino filo occidentale.

La società, fondata nel 2002, è controllata da un ex dirigente del settore del governo del deposto presidente Viktor Ianukovich. "Credo che la mia assistenza nel consigliare la compagnia su questioni di trasparenza, gestione aziendale e responsabilità, espansione internazionale e altre priorità contribuirà all'economia e beneficerà il popolo dell'Ucraina", spiega lo stesso Hunter Biden nel comunicato di Burisma che annuncia il suo ingresso nel consiglio di amministrazione.

Il giovane Biden non è l'unico americano con legami politici ad aver raggiunto il board di Burisma: lo scorso aprile ci è sbarcato anche Devon Archer, ex consigliere dell'attuale segretario di Stato Usa John Kerry nella campagna presidenziale del 2004 e compagno di stanza al college del figliastro di Kerry, Hj Heinz. Hunter Biden e Arcer sono anche managing partner della Rosemont Seneca Partners, una compagnia di investimenti con base a Washington. In Russia, a sparare a zero contro l'arrivo del giovane Biden nella compagnia Burisma è stato il tabloid Komsomolskaya Pravda, che ha denunciato il possibile conflitto di interessi e una prassi coloniale. Ma anche nella blogosfera non mancano commenti velenosi.

SDA-ATS