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Tensione alle stelle nell'Ucraina orientale. Ignorando l'ultimatum di Kiev, i separatisti filorussi hanno assaltato altri due commissariati di Horlivka, nella regione orientale di Donetsk. Gli agenti in servizio non hanno opposto resistenza e hanno giurato nelle mani del leader della milizia filorussa. Intanto, i russofoni ucraini si sono rivolti a Vladimir Putin per chiedere un intervento di Mosca: il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha sottolineato che il presidente russo guarda alle tensioni in Ucraina con "grande preoccupazione".

"Purtroppo, stiamo ricevendo molte richieste dalle regioni orientali dell'Ucraina, rivolte personalmente e Putin, in cui si domanda di intervenire in qualche modo", ha sottolineato Peskov. Un intervento che, secondo quanto riferito dalla portavoce della cancelliera tedesca Angela Merkel, sarebbe già in corso perchè Mosca starebbe fornendo alle milizie filorusse armi e uniformi.

Il presidente ad interim ucraino, Oleksander Turchinov, ha detto di essere disponibile a un referendum sul futuro assetto statale del Paese, ma ha avvertito che è pronta a partire un'operazione antiterrorismo dell'esercito. E il governatore di Donetsk, Serghei Taruta, un ex oligarca nominato da poco da Kiev, ha annunciato l'introduzione nella provincia di un regime anti-terrorismo per contrastare gli attacchi dei filo-russi.

Mosca ha definito "criminale" il proposito di Kiev di schierare l'esercito e l'ambasciatore britannico ha colto l'occasione per ricordare che la Russia ha ammassato decine di migliaia di soldati ben equipaggiati al confine, truppe che si aggiungono ai 25mila militari già schierati dentro la Crimea. A Lussemburgo sono riuniti i ministri degli Esteri dell'Ue. Per valutare se le attuali tensioni giustifichino una terza fase di sanzioni economiche più dure.

SDA-ATS