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Fervono i negoziati tra Mosca, Kiev e Bruxelles per cercare di mettere almeno il primo mattoncino di un'intesa sul gas, e andare così verso la cruciale attuazione degli accordi di Minsk assicurando al contempo le forniture energetiche non solo all'Ucraina ma anche all'Europa.

Un'operazione ancora più delicata che nei mesi passati, perché l'ennesima partita di nervi sul gas nelle stanze della Commissione europea s'incrocia questa volta anche a livello di leader, con la teleconferenza in formato Normandia tra i presidente russo Vladimir Putin, l'ucraino Petro Poroschenko, il francese François Hollande e la cancelliera tedesca Angela Merkel.

In gioco, non solo il rispetto dell'accordo sul gas per la stagione invernale stretto tra Mosca e Kiev a fine ottobre con la mediazione dell'allora commissario all'energia Günther Oettinger, ma anche la situazione nel Donbass e le prospettive sulle forniture per i prossimi mesi.

Adesso, dopo oltre quattro ore si discute ancora a tre e, secondo quanto si apprende da fonti russe, al centro ci sarebbe un primo testo da dettagliare poi in altri incontri che, se riceverà l'ok, getterebbe basi comuni sulle forniture attuali, quelle estive e nel Donbass.

Il primo nodo è il rispetto del cosiddetto "pacchetto invernale", che prevedeva il principio per cui Mosca è tenuta a fornire a Kiev solo gas in quantità prepagate, e che giunge comunque a scadenza il 31 marzo. Il sistema aveva funzionato per tutto l'inverno, sino a quando circa una settimana fa hanno di nuovo cominciato a partire le accuse incrociate tra Kiev e Mosca e le minacce di stop alle forniture.

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SDA-ATS