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Le milizie separatiste rispetteranno il cessate il fuoco che entrerà in vigore a mezzanotte ora locale (le 23.00 in Svizzera), ma non a Debaltsevo perché gli accordi di Minsk 2 non dicono "una parola" al riguardo. Lo ha detto il capo dell'autoproclamata repubblica di Donetsk Oleksandr Zakharcenko.

Zakharcenko ha inoltre ribadito che i miliziani non lasceranno uscire le truppe ucraine da Debaltsevo, lo strategico nodo ferroviario conteso con Kiev e dove sono accerchiati circa 8000 soldati, sottoposti anche oggi a pesanti bombardamenti.

Gli accordi di Minsk sono una "grande vittoria della Repubblica popolare di Donetsk, una vittoria della nostra diplomazia", ha ancora sostenuto Zakharcenko. "Gli accordi dimostrano anche che l'Ucraina soffre di agonia, un'agonia politica", ha aggiunto.

Da parte sua il presidente ucraino Petro Poroshenko ha ribadito oggi che, in caso di fallimento del cessate il fuoco "dovremmo prendere una decisione durissima ma necessaria imponendo la legge marziale non solo nelle regioni di Donetsk e Lugansk ma in tutto il paese".

Intanto almeno tre persone sono morte a causa di un colpo di mortaio caduto nel centro di Donetsk, riferisce l'agenzia Interfax citando il ministero della difesa dell'autoproclamata repubblica di Donetsk, aggiungendo che l'esplosione ha causato anche cinque feriti.

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SDA-ATS