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C'è già chi la definisce la più grande manifestazione di protesta della storia dell'Ucraina indipendente dopo la Rivoluzione arancione filo-occidentale di nove anni fa. Decine di migliaia di persone (più di 100.000 secondo gli organizzatori) sono scese in piazza nel cuore Kiev per protestare contro il dietrofront del governo, che pochi giorni fa ha deciso di sospendere un accordo di associazione con l'UE la cui firma era prevista a fine mese.

Non sono mancati tafferugli tra dimostranti e polizia, quando i primi che hanno tentato d'irrompere nella sede del governo, ma sono stati fermati dagli agenti in assetto antisommossa. E la protesta potrebbe protrarsi a lungo, visto che - secondo l'agenzia Itar-Tass - alcuni manifestanti stanno montando delle tende in piazza Maidan (simbolo della Rivoluzione arancione) con l'obiettivo di accamparvisi "a oltranza".

Proprio come nel 2004, il nemico additato dalla folla è Viktor Ianukovich: nove anni fa premier e candidato presidenziale filorusso accusato di brogli, adesso presidente legittimato. La sua nuova colpa, secondo l'opposizione, è quella di aver infranto un sogno: l'integrazione europea. E per di più per "rilanciare i rapporti economici con la Russia", cioè per riavvicinarsi a Mosca: cosa gli ex "arancioni" non gli perdonano assolutamente.

Poco importa se dal governo continuano a ripetere che la decisione è dovuta solo a motivi economici e l'obiettivo di Kiev rimane l'Europa: la protesta sale di tono.

Migliaia di persone di tutte le età e provenienti un po' da tutte le regioni del paese (ma soprattutto da quelle occidentali culturalmente e linguisticamente meno vicine alla Russia) si sono date appuntamento in mattinata nella piazza antistante l'università Shevchenko e da lì hanno dato vita a un corteo che ha attraversato il centro di Kiev sventolando le bandiere dei principali partiti dell'opposizione e quelle di Ucraina e Ue.

I primi incidenti con la polizia sono avvenuti quasi immediatamente, quando centinaia di militanti del partito ultranazionalista Svoboda hanno assaltato e distrutto un chiosco del partito vetero-comunista ucraino e hanno fatto a pezzi le bandiere rosse con falce e martello. Il grosso dei manifestanti pro-Ue si è invece riversato in piazza Maidan e nella più piccola piazza Europa, che è stata letteralmente inondata durante il comizio dei leader dell'opposizione.

Poi, nel pomeriggio, ci sono stati altri scontri con la polizia, ancora con i nazionalisti in prima fila: alcune centinaia di manifestanti hanno tentato di irrompere nella sede del governo, ma - secondo alcuni media - sono stati respinti a colpi di manganello e con l'uso di gas lacrimogeni. Altri tumulti tra polizia e dimostranti si sono infine registrati in serata davanti al palazzo presidenziale di via Bankova.

Le persone scese in piazza, per lo più pacifici cittadini, affermano di sognare un futuro migliore per l'Ucraina.

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SDA-ATS