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Il presidente russo Vladimir Putin spera che tutte le forze politiche in Ucraina trovino una soluzione alla crisi. Lo ha detto nel suo discorso alla nazione in occasione dei 20 anni della Costituzione russa post-sovietica, durato 70 minuti, precisando che Mosca non vuole imporre niente a nessuno, ma è pronta a progetti di integrazione con l'Ucraina se questo sarà il desiderio di Kiev.

Putin ha anche affermato che l'accordo di Ginevra con i 5+1 rappresenta "una svolta sul programma nucleare iraniano, ma questo è solo il primo passo", e ha aggiunto che ora "è necessario condurre una ricerca paziente per una soluzione più larga che garantisca l'inalienabile diritto dell'Iran a sviluppare una industria dell'energia nucleare pacifica e la sicurezza di tutti i paesi della regione, compreso Israele".

Sul fronte interno il presidente russo ha insistito sulla necessità di rispettare gli obiettivi socio-economici da lui fissati per decreto nel maggio 2012, nonostante la crisi economica e il rallentamento dell'economia russa: "il ciclo economico sta cambiando, ma non è motivo per discutere delle revisione dei nostri obiettivi", ha detto, suggerendo ottimizzazioni delle spese e risparmi. Un grattacapo per Dmitri Medvedev, il cui governo è già finito ripetutamente nel mirino di Putin.

Il leader del Cremlino è poi tornato a puntare il dito contro l'economia offshore: il presidente ha chiesto di precludere alle società russe registrate all'estero i sostegni e i contratti statali, sostenendo che esse debbono pagare le tasse in base alle regole fiscali russe.

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SDA-ATS