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Stando a un rapporto almeno 220 soldati russi sarebbero stati uccisi nel Donbass combattendo dalla parte dei ribelli: 150 lo scorso agosto e 70 a gennaio-febbraio a Debaltseve.

È quanto si evince dal rapporto "Putin. Guerra" a cui - secondo alcuni esponenti dell'opposizione russa - stava lavorando l'ex vice premier Boris Nemtsov prima di essere ucciso a fine febbraio vicino al Cremlino. Il rapporto, continuato da attivisti vicini a Nemtsov, è stato pubblicato oggi. Mosca nega di aver inviato soldati nel Donbass.

La guerra nel Donbass è costata a Mosca 53 miliardi di rubli in 10 mesi, cioè circa 961 miliardi di franchi al cambio attuale, indica l'ex primo vicepresidente della banca centrale russa Serghiei Aleksashenko, uno degli autori del rapporto di 64 pagine.

Secondo Aleksashenko, il governo russo ha speso 21 miliardi di rubli (circa 381 milioni di franchi) per inviare 6'000 militari "volontari" nel sud-est ucraino, altri 25 miliardi di rubli (circa 453 milioni di franchi) per sostenere 30'000 ribelli filorussi e 7 miliardi di rubli (circa 127 milioni di franchi) per mantenere e riparare veicoli militari.

Sesmpre secondo il rapporto le famiglie dei soldati russi deceduti in Ucraina avrebbero ricevuto dal governo di Mosca due milioni di rubli ciascuna (circa 36'300 franchi al cambio attuale) dopo aver firmato delle dichiarazioni in cui si impegnavano a non rivelare le circostanze della morte dei loro cari.

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SDA-ATS