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Il Consiglio della Federazione russa ha deciso di revocare l'autorizzazione a un eventuale intervento delle forze armate di Mosca in Ucraina. La richiesta di revocare questo permesso era stata avanzata ieri dal presidente russo Vladimir Putin.

La proposta del leader del Cremlino è stata approvata quasi all'unanimità, con 153 voti a favore e uno solo contrario. A essere cancellato è lo stesso permesso che sempre la camera alta del parlamento di Mosca aveva approvato all'unanimità e in un batter d'occhio il 1. marzo - in piena crisi di Crimea - non appena era arrivata la proposta di Putin, motivata ufficialmente dalla necessità di proteggere i russi e i russofoni d'Ucraina (concentrati soprattutto nella parte sud-orientale del paese).

Intanto il portavoce delle forze ucraine Vladislav Selezniov ha affermato che i separatisti filorussi dell'Ucraina orientale hanno attaccato le truppe di Kiev 44 volte "negli ultimi tre giorni" a dispetto della tregua e che l'esercito di Kiev è in possesso di filmati che provano la "massiccia" violazione del cessate il fuoco da parte dei miliziani.

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SDA-ATS