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Timidi segnali di intesa tra Russia e Occidente per risolvere la crisi in Ucraina. Il nuovo leader di Kiev, Petro Poroshenko, ha dato l'ok alla creazione di corridoi umanitari nell'est del Paese dilaniato dai combattimenti per consentire ai civili di lasciare la zona ed "evitare nuove vittime".

Resta però un grosso interrogativo sul fronte del gas: la scorsa notte a Bruxelles, dopo ore di trattative, i rappresentanti di Ue, Russia e Ucraina non sono infatti riusciti a trovare un accordo né sul prezzo che Kiev deve pagare per il metano russo né sul rimborso del debito, e le discussioni riprendono stasera.

La decisione del "re del cioccolato" di organizzare dei corridoi umanitari piace a Mosca, che da tempo insisteva sulla loro apertura tanto da averla già proposta al Consiglio di Sicurezza dell'Onu, e il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov non ha esitato a definirla "un passo nella giusta direzione" dopo un incontro a San Pietroburgo con i colleghi polacco e tedesco, Radoslaw Sikorski e Frank-Walter Steinmeier.

E proprio il capo della diplomazia di Berlino è apparso particolarmente ottimista sull'Ucraina, sottolineando che, "anche se non è stata ancora trovata una soluzione pacifica", si inizia a intravedere "una flebile luce in fondo al tunnel" perché le tensioni "hanno lasciato spazio a una nuova atmosfera" e "tutte le parti sono pronte ad agire per una de-escalation".

Poroshenko non ha comunque ancora accolto la richiesta del Cremlino di permettere un intervento umanitario russo nell'est "separatista", anche perché teme che Mosca possa servirsene per armare con più facilità i ribelli. Per adesso il presidente ucraino ha dato ordine al governo di organizzare l'evacuazione, di prendere misure per l'assistenza medica e di creare punti mobili per distribuire acqua potabile, medicine e prodotti alimentari.

A est comunque si continua a combattere e finora le vittime sono più di 200, tra cui anche dei civili. E persino dei bambini. Secondo il portavoce dell'amministrazione regionale di Donetsk, Ilià Suzdalev, nei recenti bombardamenti delle forze di Kiev a Sloviansk avrebbero infatti perso la vita un bimbo e una bimba di 12 e sei anni. Sul fronte dei combattimenti si parla di decine di morti, ma le notizie che arrivano sono, come spesso accade, discordanti.

SDA-ATS