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UDC: Brunner, non c'è alternativa a nucleare

Questo contenuto è stato pubblicato il 05 aprile 2011 - 16:47
(Keystone-ATS)

L'Unione democratica di centro continua a non vedere alternative all'energia atomica. Secondo il suo presidente Toni Brunner, una uscita dal nucleare potrebbe essere eventualmente considerata se si rivedessero gli obiettivi della politica climatica e se si riducesse il diritto di ricorso delle associazioni.

Sono state infatti soprattutto le organizzazioni ambientaliste, insieme a PS e Verdi, a battersi contro i nuovi progetti per incrementare l'energia eolica, solare e idraulica, sostiene il consigliere nazionale sangallese in una intervista allo "Schweizer Illustrierte".

L'UDC sostiene un potenziamento fino al 15% dell'energia idraulica. Brunner cita come esempi un innalzamento della diga del Grimsel nel canton Berna e il progetto Linth-Limmeren nel canton Glarona. "Chi vuol rinunciare all'energia nucleare deve essere cosciente che vanno adeguati la protezione dei corsi d'acqua e la legislazione ambientale", afferma il deputato.

Per quanto riguarda l'energia eolica, il presidente dell'UDC pensa soprattutto a progetti di portata loale. L'energia solare è a suo avviso un modo "intelligente" per scaldare l'acqua. Ma pensare di poter sostituire il nucleare è una grande illusione. La produzione di energia elettrica solare è troppo cara, afferma.

Le centrali a gas, infine, hanno lo svantaggio, oltre alle emissioni di CO2, che il combustibile dev'essere importato da paesi politicamente "delicati". Per questo motivo l'UDC guarda ad esse con scetticismo.

Anche il risparmio energetico per Brunner non è un'alternativa realistica. Esso richiederebbe una "rieducazione" della popolazione e questo equivarrebbe a una "messa sotto tutela".

In un'altra intervista pubblicata domenica scorsa dal "Sonntag", Brunner aveva collegato la questione nucleare alla politica d'immigrazione: se il flusso di stranieri continuerà come adesso, la Svizzera non potrà fare a meno di nuove centrali nucleari, aveva dichiarato. Secondo il presidente dell'UDC, non si può incessantemente dire che bisogna consumare meno energia e nel contempo mantenere un flusso immigratorio incontrollato.

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