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UDC vuole un esercito di almeno 120 mila soldati

Questo contenuto è stato pubblicato il 05 ottobre 2010 - 15:39
(Keystone-ATS)

BERNA - Non bastano gli 80'000 soldati del futuro esercito, previsti nel rapporto governativo della settimana scorsa. Ne è convinta l'Unione Democratica di Centro, che chiede un effettivo di 120'000 soldati, di cui quasi 50'000 destinati ai classici compiti di difesa.
Nel corso di una conferenza stampa oggi a Berna, il presidente del partito Toni Brunner ha sostenuto che l'esercito svizzero non dovrà allontanarsi dall'attuale sistema di milizia e che suo compito centrale rimane la difesa armata.
Attualmente le forze armate contano 120'000 militi, 80'000 riservisti e 20'000 reclute. Il rapporto governativo prevede per il futuro circa 80'000 soldati: 22'000 per la difesa, 35'000 per missioni di appoggio alle autorità civili, 22'000 per le prestazioni dette di "base" e altri 1000 per operazioni all'estero.
Una delle principali critiche emesse dall'Unione Democratica di Centro (UDC) la settimana scorsa a questo documento è l'importanza data ai compiti sussidiari dell'esercito e l'intenzione di aumentare il numero di soldati in ferma continuata, tutti aspetti che secondo l'UDC minano alla base il sistema di milizia.
Critiche ribadite oggi dal consigliere nazionale sangallese, secondo cui il documento dell'esecutivo va in una direzione completamente errata. A detta di Brunner, "solo il popolo dovrebbe decidere sulla futura architettura dell'esercito, vista l'importanza dell'argomento".
Per il consigliere nazionale Hans Rutschmann (ZH), presidente della commissione di politica di sicurezza, la neutralità deve rimanere anche in futuro la massima cui si deve orientare la difesa nazionale. A suo parere, "la cooperazione internazionale e l'impiego di soldati svizzeri all'estero mettono in pericolo questo principio e quindi la sicurezza del paese".
Per il consigliere nazionale solettese Roland Borer, "prima di lanciarsi in riforme, l'esercito dovrebbe colmare le attuali lacune, come quelle emerse a livello di armamento".
Quanto al finanziamento, poiché il Consiglio federale non intende concedere all'esercito più mezzi (sono previsti infatti 4,4 miliardi l'anno), per l'UDC bisognerà agire mediante risparmi. E per Borer, "solo con la rinuncia agli impieghi all'estero si potrebbero risparmiare 200 milioni di franchi all'anno".
La vendita di immobili inutilizzati potrebbe a suo avviso comportare entrate per altri 150 milioni. Borer intravvede risparmi per quasi 200 milioni annui anche nei voli che il Dipartimento federale della difesa garantisce agli altri dipartimenti e di cui deve assumersi parte dei costi.
Per il consigliere nazionale solettese, la messa fuori servizio di sistemi obsoleti e non più rispondenti alle esigenze dell'esercito potrebbe alleggerire il bilancio del DDPS di altri 150 milioni all'anno. "Dulcis in fundo", altri 150 milioni potrebbero essere risparmiati operando un taglio del 10% nell'amministrazione del dipartimento.

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