Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

L'accordo sul nuovo bilancio dell'Unione europea è arrivato dopo una riunione fiume durata oltre 25 ore. Alla fine accontenta tutti, ma più di tutti il premier britannico David Cameron che è riuscito ad ottenere un taglio alla spesa effettiva. Il Parlamento europeo discuterä sul bilancio al più presto in maggio, ma il suo sì è tutt'altro che scontato.

L'unica vittima del "bilancio dell'austerità" 2014-2020, il primo della storia dell'Europa a subire dei tagli, è la spesa per la crescita: è vero che aumenta rispetto al bilancio precedente, ma Van Rompuy la immaginava molto più alta ed è stato costretto ad asciugarla al minimo dai Paesi rigoristi del Nord.

Far convergere le posizioni non è stato facile. Tre i fronti in scontro: il Nord rigorista guidato da Gran Bretagna, Germania, Olanda, Svezia e Danimarca che chiedeva più tagli e difesa degli "sconti" alla contribuzione europea. Il Sud con Francia, Italia e Spagna che voleva salvare la spesa per la crescita e i fondi agricoli. Il fronte dell'Est con Repubblica Ceca e Polonia che voleva salvare i fondi di coesione.

A fine maratona le cifre di Van Rompuy convincono tutti e tutti si dicono soddisfatti: Cameron perché ha "messo un limite alla carta di credito Ue", Merkel perché ha conservato i privilegi e inviato anche un segnale di solidarietà, Hollande perché ha salvato la sua agricoltura e arginato la scure che minacciava il portafoglio dell'Europa. Ma anche l'Italia esce soddisfatta, con risultati "mai così buoni" per il premier Mario Monti che voleva diminuire il saldo oggi passivo tra quanto la Penisola dà e quanto riceve dalla Ue.

Il bilancio Ue sarà quindi composto da 960 miliardi di euro di impegni, cioè l'1% del PIL europeo, e 908,4 miliardi di spesa effettiva. La Gran Bretagna voleva scendere sotto i 900 di spesa effettiva mentre la Francia era per 913.

Portato a casa il compromesso tra leader, ora tocca al Parlamento europeo fare la sua parte, perché con il Trattato di Lisbona l'approvazione del bilancio avviene in co-decisione. Il Parlamento non era affatto d'accordo con un bilancio così asciutto e il suo sì è tutt'altro che scontato.

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

SDA-ATS