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BRUXELLES - Accordo raggiunto tra i 16 della zona euro sulle modalità tecniche del fondo salva-Stati da 440 miliardi di euro.
Il fondo (chiamato 'Special purpose veichle') - secondo quanto si apprende da fonti comunitarie - avrà sede legale in Lussemburgo e potrà emettere obbligazioni con valutazione tripla A, raccogliendo così le risorse necessarie da prestare ai Paesi che rischiano la bancarotta e che quindi mettono a repentaglio la stabilità dell'intera Eurozona. Il via libera definitivo sarà dato lunedì a Lussemburgo dai ministri dell'Eurogruppo.
In base all'intesa raggiunta a livello dei direttori generali del Tesoro, gli 'eurobond' emessi dal fondo - come previsto - saranno garantiti dagli Stati membri della zona euro fino a 440 miliardi di euro (ognuno contribuirà ion base alla propria quota nel capitale della Bce, con l'Italia terzo contribuente dietro Germania e Francia).
Ai 440 miliardi dello 'Special purpose veichle' che si andranno ad aggiungere ai 60 miliardi messi a disposizione dalla Commissione Ue per sostenere le bilance dei pagamenti dei Paesi in difficoltà. Il meccanismo complessivo, varato nel corso dell'ultimo vertice dei leader della Ue, prevede anche l'intervento dell'Fmi per 250 miliardi di euro. Cosicché l'intero meccanismo prevede che sul piatto ci sia una cifra pari ad almeno 750 miliardi di euro.
La concessione dei prestiti del Fondo salva-Stati sarà legata a condizioni molto severe per i Paesi che ne usufruiranno. Il tasso di interesse dovrebbe aggirarsi sul 5%, come avviene attualmente per la Grecia, e gli Stati soccorsi dovranno mettere in campo programmi di risanamento e di rilancio dell'economia attraverso misure draconiane.

SDA-ATS