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Dopo il boicottaggio della cerimonia di investitura del presidente della Bielorussia, Alexander Lukashenko, la Ue mostra la propria fermezza contro Minsk imponendo il congelamento dei beni e il bando dei visti allo stesso Lukashenko e ad altri 157 suoi collaboratori. La decisione viene assunta oggi dai ministri degli esteri della Ue, riuniti a Bruxelles.

La stretta europea è stata decisa dopo l'ondata di arresti seguita alle elezioni presidenziali del 19 dicembre scorso, che ha colpito esponenti dell'opposizione. Le nuove misure restrittive sono legate alla scarcerazione degli arrestati. Tra le 158 persone oggetto delle sanzioni, una sessantina era stata già colpita con misure analoghe prese dalla Ue nel 2004 e nel 2006, poi sospese per favorire il dialogo con la Bielorussia e la sua transizione democratica.

Oltre ad elevare la pressione su Minsk, la Ue resta però attenta a mantenere la strada del "dialogo critico" con Minsk per sollecitare la Bielorussia all'adozione delle misure riformatrici chieste dall'Ue, in particolare in materia di democrazia e diritti dell'uomo.

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SDA-ATS