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Ue, subito cessate il fuoco in Siria

Fermare la guerra per poter pensare alla pandemia. KEYSTONE/AP/Felipe Dana sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 29 marzo 2020 - 10:51
(Keystone-ATS)

L'Unione europea aggiunge la sua voce alla richiesta dell'inviato speciale delle Nazioni Unite per la Siria Geir Pedersen per un "cessate il fuoco immediato e nazionale in tutta la Siria, in particolare nell'ottica della pandemia di coronavirus"

Il cessate il fuoco recentemente concordato a Idlib rimane fragile: deve essere confermato ed esteso a tutta la Siria, riferisce una nota del servizio di azione esterna dell'Ue.

"La fine delle ostilità nel Paese è di per sé importante, ma è anche una condizione preliminare per arrestare la diffusione del coronavirus e proteggere una popolazione già in difficoltà dalle sue conseguenze potenzialmente devastanti, in particolare a Idlib con il suo alto numero di sfollati", continua la nota. L'Ue ribadisce inoltre l'appello dell'inviato speciale per un rilascio su larga scala di detenuti detenuti dal regime siriano.

Quale principale donatore umanitario in Siria, l'Ue è pronta a sostenere le Nazioni Unite nel suo sforzo totale per fermare la violenza e limitare la diffusione del coronavirus, come sottolineato anche dall'alto rappresentante Josep Borrell durante la sua recente telefonata con l'inviato speciale delle Nazioni Unite Pedersen. "Abbiamo sostenuto il popolo siriano durante dieci anni di guerra e li sosterremo anche nel far fronte alle conseguenze di questa sfida aggiuntiva. L'Ue sta già lavorando con partner internazionali, agenzie delle Nazioni Unite e ong per aumentare la propria risposta alla pandemia", prosegue la nota.

L'Unione europea ricorda infine di sostenere pienamente gli sforzi dell'inviato speciale e della sua squadra e rimane impegnato a porre fine alla violenza in Siria e a una soluzione politica del conflitto. In particolare, l'Ue continua a chiedere la piena attuazione della risoluzione 2254 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

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