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Europa alla prova. È un consiglio europeo difficile quello che si apre tra qualche ora a Bruxelles dove i 28 si ritroveranno sul tavolo non solo il complicato dossier immigrazione con posizioni diverse e prese di distanza, ma anche il capitolo Grecia. Tutto in salita.

L'Eurogruppo di ieri sera si è chiuso, nel giro di poco più di un'ora, senza un niente di fatto ed è stato riconvocato per le 13.00: stamattina il premier Tsipras sta incontrando il presidente Juncker e gli altri rappresentanti dei creditori (Bce e Fmi) per trovare uno 'staff level agreement', un accordo di massima senza il quale i ministri non potranno valutare alcun pezzo di carta. Poi la palla passerà al vertice Ue.

All'ordine del giorno c'è anche la spinosa questione dell'immigrazione su cui si tenterà un passo avanti dopo l'ultima bozza messa a punto dalla Commissione che, grazie ad una capriola lessicale, ha eliminato la parola 'quotè indigesta a molti paesi.

"Per la prima volta l'Europa riconosce il problema immigrazione, si apre una finestra di opportunità", ha spiegato il premier Matteo Renzi che, prima di partire per Bruxelles ha incontrato le Regioni facendo un appello, dopo le dure polemiche delle ultime settimane con alcuni governatori: "si vuole condivisione in Europa. E più l'Italia si mostra compatta, meglio è".

La partita a Bruxelles è e resta difficile con Londra e la Danimarca, per ragioni diverse, 'chiusè, così come diversi Paesi dell'Europa centrale. Con casi limite come quello ungherese che oltre ad un nuovo muro ha minacciato - poi facendo marcia indietro - di non accettare più i richiedenti asilo.

Tutti i paesi membri parteciperanno al meccanismo di redistribuzione delle "40 mila persone in chiaro bisogno di protezione internazionale", riporta l'ultima bozza delle conclusioni del vertice sottolineando che serve "un approccio all'immigrazione equilibrato e geograficamente completo, basato sulla solidarietà e la responsabilità".

Tre i punti chiave proposti da Juncker: "redistribuzione e reinsediamento, rimpatri e reintegrazione, e cooperazione con i paesi di origine e transito".

L'immigrazione terrà banco nella prima sessione dei lavori mentre a cena i leader lasceranno spazio a David Cameron, che parlerà del referendum Gb sull'Ue. E, ancora, si parlerà del Rapporto dei 5 Presidenti per il completamento dell'Unione economica e monetaria.

Domani invece il focus sarà "occupazione, crescita e competitività" e le "sfide della sicurezza" Ue con, al tavolo, il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg. Tra le pieghe di un vertice che non si preannuncia facile potrebbe esserci anche un confronto sulla presidenza dell'Eurogruppo per la quale lo spagnolo Luis De Guindos spinge a sostituire Jeroen Dijsselbloem.

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SDA-ATS