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ROMA - L'Europa accelera sulle riforme anti-crisi. Bruciata dal dissesto della Grecia, che giusto oggi ha fatto sapere che i rubinetti del credito si stringono sempre più, anche l'Unione europea come gli Usa tenta il superamento di divisioni e regionalismi onde consentire di mettere a punto un sistema in grado di prevenire, e gestire senza rischi "sistemici", i futuri fallimenti bancari.
La Commissione europea - ha spiegato oggi il responsabile per il mercato interno e i servizi finanziari Michel Barnier - sta studiando la creazione di un fondo europeo per gestire i fallimenti bancari, finanziato dalle stesse banche.
Un meccanismo che farà sì che "i cittadini non dovranno più pagare il conto delle crisi bancarie". Un disegno che ha convinto anche il direttore generale del Fondo monetario internazionale (Fmi), Dominique Strauss-Kahn, secondo cui attualmente, nell'Ue, "il quadro di gestione delle crisi non è adeguato".
"Il sistema bancario - ha spiegato - dovrebbe essere pre-finanziato dall'industria attraverso un mix di tariffe di assicurazione sui depositi e qualunque altra tassa sulle istituzioni finanziarie rilevanti".
L'idea è quella di una European Resolution Authority, un'autorità finanziata dalle banche che gestisca le liquidazioni degli istituti avviati al fallimento, specie quelle che operano su più paesi, pilotandole verso un "atterraggio morbido" che scongiuri il contagio dopo la lezioni di Lehman Brothers, che ha portato il sistema finanziario globale sull'orlo del baratro. E che limiti i danni ad azionisti e creditori non garantiti, facendo da scudo ai contribuenti e ai correntisti degli istituti di credito.

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SDA-ATS