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Il giro di vite europeo contro il fumo passa il penultimo ma decisivo ostacolo. Gli ambasciatori dei 28 hanno approvato a sorpresa (solo la Polonia contraria) l'accordo raggiunto lunedì sera nel negoziato con il Parlamento sulla nuova direttiva tabacco.

Per il via libera definitivo mancano l'approvazione nella plenaria del Parlamento, probabilmente a febbraio, e subito dopo quella del Consiglio Ue.

L'ultimo braccio di ferro era sulla sigaretta elettronica. Quindici paesi, tra cui Germania, Francia e Belgio, già la sottopongono alle procedure di autorizzazione previste per i prodotti farmaceutici. Altri 13 non hanno regole. Il compromesso presentato dalla Commissione lascia gli stati liberi di regolarsi come meglio credono tanto sui punti vendita quanto sul 'vaporare' nei luoghi pubblici. Ma fissano una prima serie di paletti tecnici. Cui tutti i 28 dovranno adeguarsi nei due anni di tempo concessi per la trasposizione nelle leggi nazionali, cioè verosimilmente entro metà 2016.

Intanto le e-cig dovranno essere equiparate ai prodotti da fumo, poi le cartucce ricaricabili (considerate pericolose per il loro potenziale consumo di stupefacenti) sono ammesse ma la Commissione potrà vietarle se tre stati le bloccheranno a seguito di "incidenti", solo le sigarette con un tenore di 20 mg/ml di nicotina potranno essere vendute fuori dalle farmacie, ed ogni cartuccia non potrà contenere più di 10 ml di liquido, pari a un pacchetto di sigarette 'normali'.

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SDA-ATS